(AGI) – Roma, 20 mar. – Torna a crescere la disoccupazione dopo nove anni di “ininterrotta diminuzione”. Nel 2008 e’ salita al 6,7% contro il 6,1% del 2007: si tratta del primo aumento dal 1999. Nella media dell’anno, le persone in cerca di occupazione sono cresciute del 12,3%, di 186.000 unita’. A lanciare l’allarme e’ l’Istat che sottolinea inoltre come sia raddoppiato negli ultimi tre mesi del 2008 il ricorso alla Cig rispetto allo stesso periodo del 2007 con gli occupati nell’industria che dichiarano di non avere lavorato, nella settimana di riferimento dell’indagine, o di avere svolto un numero di ore inferiore alla norma perche’ in Cassa integrazione, passati da 53 mila a 115.000.
Tra ottobre e dicembre scorso il tasso di disoccupazione e’ salito al 7,1% contro il 6,6% dello stesso periodo dell’anno precedente. Il numero delle persone in cerca di occupazione ha registrato cosi’ il quarto aumento tendenziale consecutivo, con un incremento di 120 mila unita’ rispetto al quarto trimestre 2007. E’ sceso dunque ai minimi da 13 anni il numero di occupati che si e’ e’ attestato a 23.349.000 unita’, appena lo 0,1% in piu’ rispetto allo stesso trimestre del 2007. L’Istat sottolinea come il risultato sia riconducibile a una dinamica “ancora positiva nel Nord e nel Centro, dove risulta determinante il contributo fornito dai lavoratori stranieri, e fortemente negativa nel Mezzogiorno con una discesa tendenziale dell’1,9%, pari a -126.000 unita’. Il tasso di disoccupazione sale anche per la componente straniera dall’8,3% del 2007 all’8,5%.
Una fotografia, quella scattata dall’istituto di statistica, che sembra riprodurre fedelmente la realta’ di crisi che il Paese sta attraversando. “Non siamo in vendita”, recita lo striscione che apre il corteo dei lavoratori Indesit di tutti gli stabilimenti italiani giunti oggi a Torino per contestare l’annunciata chiusura della fabbrica di None. In corteo rappresentanze degli stabilimenti del Sud, del Centro e del Nord a fianco di lavoratori di altre aziende in crisi del torinese.
Notizie preoccupanti arrivano anche da oltreconfine. Il colosso siderurgico tedesco ThyssenKrupp, presente anche in Italia, tagliera’ oltre 3 mila posti, l’1,5% della sua forza lavoro totale, a causa del calo della domanda. Il numero dei licenziamenti non e’ stato confermato dall’azienda ma secondo il Financial Times si concentreranno nelle divisioni acciaio (circa 2mila), componentistica per auto (diverse centinaia) e nei cantieri navali (circa 1000). Ieri il gruppo ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede la riduzione da cinque a due divisioni con un risparmio annuo di 500 milioni di euro. Il piano dovrebbe essere approvato dal board dell’azienda il 27 marzo. I tagli non dovrebbero riguardare l’Italia. (AGI)
Gio