(AGI) – Cagliari, 8 lug. – “Lo sciopero generale della Sardegna e’ ormai necessario e ineludibile per denunciare una condizione economica e sociale insostenibile, nei territori, tra i lavoratori, i disoccupati e i pensionati. Si tratta, infatti, di proporre nuove politiche in grado di fronteggiare la poverta’ dilagante e l’assenza di lavoro. Le ragioni di uno sciopero generale ci sono tutte”. Lo ribadisce il segretario generale della Cisl sarda, Mario Medde, ricordando alcuni dati sullo stato dell’economia dell’isola e ipotizzando un’eventuale mobilitazione generale a fine settembre d’intesa con Cgil e Uil.
“Il tasso di disoccupazione nel primo trimestre dell’anno si colloca al 13,5%”, evidenzia Medde. “Nell’ultimo trimestre 2007 era all’11,2%, un trimestre ancora prima si attestava all’8,7%. La differenza nell’arco dei sei mesi considerati e’ pari a quasi 5 punti percentuali (4,8 per l’esattezza), una performance negativa che non trova precedenti nella serie storica degli ultimi quindici anni. Sempre nel primo trimestre 2008 diminuisce il numero delle imprese attive (149.995), con un’interruzione, per il secondo trimestre consecutivo, della fase di crescita”.
“E’ irrisolta la gran parte delle vertenze aziendali nei settori industriali, mentre gli Accordi di Programma sottoscritti dai primi anni 2000 sono per la gran parte inattuati”, sottolinea il leader della Cisl. “Si attende sul tessile una strategia in grado di risolvere la crisi della Legler e di rilanciare il comparto. Da evidenziare che le storiche aree industriali dell’Isola vivono una crisi che a tratti appare senza ritorno; mentre esistono le potenzialita’ per un loro rilancio nel Sulcis, nel Villacidrese, a Ottana e nel Centro Sardegna, nell’Ogliastra, nel Sassarese, nell’Oristanese, nel Cagliaritano. In questa direzione, infatti, si sperava nei contenuti degli Accordi sull’Intesa Stato-Regione. Si e’ pero’ ancora in attesa che i contenuti dell’incontro Governo, Giunta regionale e sindacati del 10 luglio 2007 diventino operativi; in particolare gli impegni assunti sulle attivita’ produttive, sul tessile, sull’agroalimentare, sulla nautica e sull’aerospaziale”. (AGI)
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