(AGI) – Palermo, 22 mar. – I sindacati chiedono a Comune e Regione di fare marcia indietro rispetto ai progetti “speculativi” inseriti nel Prusst e nel Prg dell’autorita’ portuale che, togliendo aree e spazi al cantiere navale, soffocherebbero l’attivita’ produttiva dell’unica grande industria di Palermo. “Siamo di nuovo, come nel ‘97, alla vigilia di un piano per la chiusura dei cantieri navali – e’ l’allarme che hanno lanciato i sindacati – noi la consideriamo un’ipotesi credibile. E da oggi inizia la nostra mobilitazione. Non consentiremo che accada anche ai cantieri quello che sta accadendo alla Fiat. Due aziende in crisi, i costi alti dei trasporti e al centro il progetto di un sistema portuale allargato, tra l’interporto di Termini e il porto turistico di Palermo”. In particolare Cgil, Cisl e Uil Palermo, insieme ai sindacati di categoria Fiom, Fim e Uilm, dicono di no all’esproprio delle officine meccaniche, all’eliminazione del bacino da 19 mila tonnellate, all’eliminazione di due pontili, tutti progetti inseriti nel Prg del porto e dicono no all’esproprio delle aree su cui sorge il grande magazzino, per la creazione di un albergo e di un centro polifunzionale, come si prevede nel Prusst presentato da Fintecna, gia’ approvato dalla commissione edilizia. Progetti che mettono in discussione l’aera della cantieristica. “Sentiamo puzza di bruciato, puzza di affari. Non consentiremo che sulle poche attivita’ produttive di Palermo si concentrino mire speculative, che si uccidi il settore delle riparazioni navali per mettere container. Sarebbe una follia”, hanno detto i segretari di Cgil, Cisl e Uil Palermo Maurizio Cala’, Antonio Ferro e Mimmo Di Matteo. Chiedono di bloccare le due operazioni e di riprendere in mano invece i progetti per potenziare le tre specificita’ del cantiere: riparazioni e trasformazioni navali, i cui bilanci sono in attivo, e le costruzioni navali. “Il gruppo Fincantieri non ha crisi di commesse, sono penalizzati solo i cantieri di Palermo e di Castellammare di Stabia – hanno detto Fiom, Fim e Uil, rappresentati dai segretari provinciali Francesco Piastra, Salvo Scavuzzo e Silvio Vicari, che hanno chiesto di mantenere a Palermo, l’”organico nave”, tutte le professionalita’ per garantire le tre fasi lavorative. Hanno sollecitato un tavolo tecnico al prefetto e l’impegno della Regione sugli investimenti da 80 milioni previsti per i i lavori rimasti a meta’ del bacino di carenaggio da 150 mila tonnellate. Il 25, alle 10, all’assessorato Attivita’ produttive si terra’ un incontro: Marco Venturi ha convocato il sindaco, il presidente dell’Autorita’ portuale, Fincantieri, Fintecna, i sindacati e Confindustria. (AGI) Mrg