MAFIA: PLASTICA FACCIALE E FUGA ESTERO, NUOVE FRONTIERE LATITANZA

(AGI) – Palermo, 26 giu. – Giuseppe Falsone tentava di fare una vita normale, nel suo monolocale di boulevard Notre Dame, nella Marsiglia bene, con tanto di interessi finanziari e imprenditoriali. Insomma, una vita nuova e un volto nuovo, grazie alla plastica facciale cui si era sottoposto, modificando il suo viso e in particolare il naso. E ieri, sperando farla franca, aveva negato la sua identita’ ai poliziotti. Correzioni, comunque, “non decisive”, spiega il procuratore di Palermo Francesco Messineo. Ma e’ un dato, per il capo della Squadra mobile Maurizio Calvino che consente “una lettura della nuova strategia di occultamento”. Certo, di questa strategia fa parte il ripiegamento all’estero, in luoghi come Marsiglia – scelto anche da Bernardo Provenzano per la sua trasferta organizzata per farsi operare alla prostata – come conferma Messineo, per il quale questa tendenza “prefigura una svolta alla quale siamo preparati. Marsiglia, poi, e’ una citta’ complicata sul piano della presenza di entita’ criminali e quindi credo che sia il luogo dove i grandi latitanti trovino terreno favorevole e fertile anche per i loro contatti. Le indagini sulla fase marsigliese del soggiorno di Falsone e’ appena all’inizio e con la collaborazione delle autorita’ francesi ci aspettiamo anche su questo punto degli sviluppi”.

Questo, ma non solo. L’altro elemento e’ il mutamento delle proprie sembianze. Una conferma, ma non una rivelazione. Perche’ la pista di questa nuova frontiera della latitanza era stata individuata almeno due anni fa, quando nel corso di un blitz nel covo di Falsone, a Palazzo Adriano, tra le province di Palermo e Agrigento, furono trovati dei fogli stampati che riportavano un elenco di indirizzi di chirurghi plastici italiani. Un pentito, Giuseppe Sardino, ha spiegato come per Falsone fosse diventata una fissazione. Dove e’ stato operato il boss? “Probabilmente a Marsiglia”, risponde Messineo. I poliziotti gli hanno trovato una carta di identita’ francese con un nome italiano che corrisponde a una persona ritenuta dagli investigatori un fiancheggiatore che adesso viene ricercato. Era pronto ad avviare un’impresa edile. In Francia aveva chiesto pure una patente nautica: e’ anche seguendo il filo rosso di questi documenti – ha spiegato il dirigente dello Sco di Palermo Antonino De Santis – che gli investigatori sono riusciti a centrare l’importante risultato della cattura, neutralizzando l’ambizione di questo quarantenne con il pallino dell’informatica e del web, di una vita nuova con una faccia nuova. (AGI) Mrg