VELA: COPPA AMERICA, ALINGHI “ORACLE ACCETTI SFIDA O RINUNCI”

(AGI/ITALPRESS) – Ginevra, 27 ott. – Non c’e’ pace per la Coppa America e soprattutto non c’e’ tregua nella disputa tra Oracle e Alinghi. Il sindacato americano ha respinto la scelta di Ras al-Khaimah (Emirati Arabi) come sede per la disputa della 33.ma edizione e i detentori svizzeri della Coppa non ci stanno e replicano con un duro comunicato pubblicato sul proprio sito internet. “Presentando la loro ottava causa contro il Defender dell’America’s Cup in due anni, Larry Ellison e il Golden Gate Yacht Club (GGYC) hanno dimostrato una volta ancora che la loro vera intenzione e’ quella di vincere il piu’ prestigioso trofeo della vela nelle aule di giustizia piuttosto che sull’acqua – si legge sul sito di Alinghi -. Dopo aver fallito nei suoi tentativi di aggirare i termini contenuti nel Deed of Gift, Ellison sta ora cercando di scippare la Coppa alla Societe’ Nautique de Geneve (SNG) con una nuova iniziativa legale priva di ogni fondamento” ha dichiarato Fred Meyer, Vice Commodoro della Societe’ Nautique de Geneve, che ha poi aggiunto: “In qualita’ di vincitori di due edizioni consecutive dell’America’s Cup e di organizzatori di quella che e’ stata considerata la miglior edizione di sempre dell’America’s Cup in Valencia, in Spagna nel 2007, SNG e Alinghi continueranno a lottare per affermare i loro legittimi diritti di promuovere lo sport nel mondo. Speriamo ancora che il GGYC voglia abbandonare questa condotta antisportiva e partecipare all’evento nelle acque di Ras Al Khaimah a febbraio del prossimo anno oppure che dia la possibilita’ ad altri team che vogliono partecipare, di farlo”. Lo skipper di Alinghi Brad Butterworth ha cosi’ commentato l’accaduto: “BMW Oracle dovrebbe lavare il suo comportamento antisportivo con una buona dose di acqua salata e di sole, accettando di competere per la Coppa in mare. Altrimenti si facciano da parte, lasciando spazio ad altri team che vogliono partecipare”. “Questo ricorso e’ un affronto all’America’s Cup, agli Emirati Arabi, alle relazioni del nostro paese con un importante alleato e allo stesso processo penale. Nient’altro che una trovata pubblicitaria. Non c’e’ nulla in questa nuova causa legale che non sia gia’ stato esaminato nelle precedenti udienze dai giudici. Fondamentalmente il GGYC non vuole regatare contro SNG, dopo aver tra l’altro privato di questa possibilita’ altri 19 sfidanti e lasciato senza lavoro centinaia di velisti e di addetti ai lavori dell’industria nautica”, ha concluso l’avvocato della Societe’ Nautique de Geneve, Barry Ostrager dello studio legale Simpson Thacher & Bartlett. (AGI)

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