NAUTICA: PESARO, IN 9 MESI CHIUDONO 25 IMPRESE – CALA L’EXPORT

(AGI) – Pesaro, 22 nov. – La nautica della provincia di Pesaro-Urbino, uno dei poli produttivi piu’ importanti in Italia, comincia a dare i primi segnali di crisi. L’allarme e’ della Cna provinciale, che ha elaborato i dati di Infocamere relativi ai primi nove mesi di quest’anno. In provincia hanno chiuso 9 cantieri sui 140 attivi (il 63,6% sul totale marchigiano), specializzati in costruzioni e riparazioni di grandi imbarcazioni; sono 16 invece le ditte che hanno cessato l’attivita’ su 95 esistenti (il 66,9%, 20% dell’intero settore nelle Marche), specializzate nella costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive. A fronte di tante cancellazioni sono 25 (7 nell’industria e 18 nel diporto), quelle che hanno aperto i battenti (magari cambiando forma societaria), negli ultimi 9 mesi del 2008. Ma sono i dati sulle esportazioni a confermare la flessione del settore: se nel secondo semestre del 2007 le esportazioni ammontavano a 106 milioni di euro, nello stesso periodo del 2008 l’export pesarese della nautica si e’ fermato a 94,5 milioni di euro, con una flessione di ben 11,5 milioni. ‘Stanno cominciando ad arrivare segnali preoccupanti da un po’ tutto il settore – ha dichiarato Moreno Bordoni, responsabile provinciale di Cna nautica -. E’ in difficolta’ la nautica da diporto, quella specializzata nella produzione e allestimento di piccoli e medi natanti, e dunque una buona fetta della cantieristica pesarese’. Tiene invece la produzione del superlusso e, dunque, dei mega yacht destinati in prevalenza ai mercati arabi, ’sui quali pero’ sta iniziando una pericolosa opera di delocalizzazione dei cantieri’. E’ in affanno anche il settore del rimessaggio e del refitting, dove la componente artigiana e’ prevalente. Di conseguenza, soffre tutto l’indotto, quello delle piccole aziende artigiane impegnate negli allestimenti e soffrono anche le imprese della fornitura. ‘Insieme alla crisi economica, il polo pesarese deve fare i conti con la mancanza di infrastrutture – ha aggiunto Bordoni -, che sta diventando il vero freno allo sviluppo. Anzi, in molti casi si puo’ dire che proprio l’assenza di logistica sta invitando molti dei cantieri locali ad andarsene da questo territorio’. (AGI)

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