SALUTE: IL CASO DEL GRANDE OBESO DI ANCONA, PARLA L’ESPERTO

(AGI) – Roma, 10 set. – “Il caso dell’operaio del cantiere navale di Ancona sembra l’ennesima prova che l’obesita’ non e’ considerata una malattia. E, soprattutto, che non c’e’ nel nostro paese il rispetto delle difficolta’ dei grandi obesi”, dice Giuseppe Fatati, responsabile dell’unita’ di diabetologia e nutrizione clinica dell’azienda S. Maria di Terni e presidente dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi) che promuove il 10 ottobre l’Obesity Day in Italia.

L’episodio vede protagonista ad Ancona un uomo di 40 anni che, pesando 280 chili, aveva ottenuto dal cantiere navale Crn un posto macchina per disabili. Poiche’ questo grande obeso si e’ sottoposto ad un intervento a Bologna per ridurre il peso, e questo solo pochi mesi fa, la direzione del cantiere gli ha tolto il posto macchina affermando che puo’ parcheggiare come tutti i dipendenti e questo nonostante il fatto che l’operaio resti ancora gravemente obeso. Per questo motivo gli operai al cantiere hanno proclamato uno sciopero messo in atto immediatamente.

“E’ un errore – dice Fatati – considerare guarita, o comunque normale, una persona di quasi 300 chili solo perche’ da poco tempo ha avuto un intervento chirurgico. Il calo non puo’ essere stato alto e comunque devono essere messe in atto altre misure cliniche. Anche in questa situazione si dimostra che davanti all’obesita’ non c’e’ proprio rispetto”.

La realta’ dell’obesita’ dal punto di vista medico e sociale sara’ protagonista dell’Obesity Day che si tiene in Italia il 10 ottobre, promosso dall’Adi. (AGI)

Red