OMICIDIO AI CANTIERI NAVALI DI PALERMO, 30 ANNI A OPERAIO

(AGI) – Palermo, 28 apr. – Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Palermo, Lorenzo Matassa, ha condannato a 30 anni di carcere Giuseppe Maronia, il quarantottenne operaio di una cooperativa impegnata negli appalti dei Cantieri navali, assassino reo confesso di un collega, Stefano Tomaselli, 61 anni, ucciso il 23 settembre scorso. L’omicidio, secondo il Gup, che ha deciso con il rito abbreviato, non avvenne con premeditazione, ma l’assassino si sarebbe procurato la pistola, una Colt calibro 7.65 con matricola abrasa, proprio allo scopo di uccidere: una circostanza – come ha spiegato il giudice nella motivazione della sentenza, letta contestualmente alla pronuncia del verdetto – che fa scattare l’aggravante ed eleva la pena. Il pm Gaetano Paci aveva proposto la condanna a 20 anni.

Maronia, nel momento in cui colpi’ Tomaselli, era ubriaco, ma i sei colpi che sparo’ andarono tutti a segno e due furono i colpi di grazia esplosi contro la testa della vittima. La difesa ha preannunciato l’appello, soprattutto contro la misura della pena, ritenuta eccessiva. L’omicidio maturo’ in un ambiente di lavoro in cui Maronia si riteneva vessato da Tomaselli, capogruppo degli operai che si occupavano della sabbiatura per conto della cooperativa Spavesana. A fare scattare il raptus fu una lite sul lavoro: Maronia si sentiva defraudato per non essere stato inserito in un turno di straordinario, cosa che gli fece perdere sedici ore, equivalenti a circa duecento euro. I familiari di Tomaselli si sono costituiti parte civile e il Gup ha accolto la loro richiesta di provvisionale, liquidando 50 mila euro. (AGI)

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