TRAGHETTO IN FIAMME: TECNICI OLANDESI SALGONO A BORDO
(AGI) – Trieste, 8 feb. – Si sta risolvendo in maniera positiva la vicenda dell’Un Adriyatik’, il traghetto turco in fiamme da mercoledi’ mattina nell’Alto Adriatico in acque croate a poche miglia da Pola (Croazia). Questa mattina tecnici olandesi della ‘Smith’ – quelli che nel 2000 erano gia’ entrati in azione per il salvataggio del sottomarino nucleare Kursk a bordo del quale morirono 118 uomini di equipaggio – sono riusciti a salire a bordo dell’unita’ turca attualmente ancorata al rimorchio ‘Angelina C’ giunta da Venezia che ha il compito di tenere la nave in una posizione di ’stazionamento’ anche in vista della bora che dovrebbe sopraggiungere nel corso della notte. Dopo un’accurata ispezione e’ stato constatato che le fiamme sono ancora attive in vari punti della nave e in particolare nella zona prodiera. Ora si e’ al lavoro per domare questi pericolosi roghi, dopo che sono andate praticamente eliminate dalle fiamme le 850 tonnellate di combustibile che si trovavano nel serbatoio del traghetto. Cio’ ha peraltro scongiurato l’inquinamento del mare. Praticamente distrutti anche i 202 tir che si trovavano sulla nave e che dovevano sbarcare a Trieste. Una volta spenti tutti i focolai armatore (la Un Ro-Ro- di Istambul) e societa’ assicuratrice (che gestira’ il relitto) decideranno dove ricoverare quel che resta della ‘Un Adriyatik’. La carcassa potrebbe approdare a Trieste dove il comandante della Capitaneria di Porto Domenico Passaro ha gia’ allestito una unita’ di crisi, ma per il momento non c’e’ stata ancora alcuna richiesta in questo senso. Spostare comunque il traghetto dalle acque croate in quella italiane potrebbe costare una bella cifra all’armatore turco. Si parla infatti di 30 milioni di euro richiesti dalla Croazia per poter liberare il relitto, al fine di coprire eventuali danni ecologi e i costi dell’intervento di spegnimento. Dai monitoraggi costanti dei biologi dell’Osservatorio dell’Alto Adriatico non risultano al momento esserci danni all’ecosistema marino, anche se altre analisi verranno effettuato da esperti dell’Osservatorio Geofisico di Trieste che nelle prossime ore si recheranno in volo sulla zona per effettuare rilievi relativi alle emissioni di tossine nell’aria. Sinora i rischi di inquinamento sono stati paragonati ad un grosso incendio boschivo, cioe’ idrocarburi combusti nell’aria. (AGI)
Cli/Ts/Sma