CONTINUA A BRUCIARE IL TRAGHETTO TURCO IN ACQUE CROATE
(AGI) – Trieste, 7 feb. – Ha continuato a bruciare per tutta la notte nelle acque antistanti le coste croate il traghetto turco ‘Und Adriyatik’ che percorre l’autostrada del mare’ Trieste-Istanbul, la piu’ importante del Mediterraneo. L’incendio a bordo dell’unita’ – di proprieta’ della societa’ armatrice turca Un ro-ro Istanbul – e’ esploso per cause sconosciute divampa da ieri mattina. Tutti gli uomini che si trovavano a bordo sono in salvo. Nei serbatoi della nave – ferma a 15 miglia nautiche tra Pola e Rovigno – ci sono circa 850 tonnellate di idrocarburi (800 di fuel oil per alimentare i suoi motori e 50 di diesel marino) e finora ogni ipotesi di esplosione e di disastro ambientale non vengono escluse, ove si pensi che il gigantesco scafo (e’ lungo 193 metri) affondando verserebbe tutto il suo carico (composta anche da 202 Tir con i serbatoi pieni di gasolio) in mare. Le fiamme stanno divampando altissime con un denso fumo che si eleva sopra la nave che ha raggiunto una pericolosa temperatura. Sul posto stanno operando rimorchiatori della Capitaneria di Fiume (Croazia) e quelli dei Vigili del fuoco che scaricano assieme a un Canadair montagne di acqua e di schiumogeno sullo scafo per raffreddarlo e abbassare i rischi di esplosioni. Da ieri sera sul posto ci sono anche i supertecnici inviati dalla societa’ armatrice e quelli della compagnia assicuratrice dello scafo, partiti nel pomeriggio dall’ Olanda.
La societa’ olandese interpellata e’ la ‘Smith’ la stessa che nel 2000 entro’ in azione per tentare di recuperare il ‘Kursk’, il sommergibile nucleare russo all’interno del quale morirono 118 uomini dell’equipaggio. Per il momento comunque il traghetto turco non sta affondando, ma il pericolo alto. Certo e’ che in caso di disastro – hanno valutato i tecnici – gli idrocarburi potrebbero arrivare nell’arco di sei giorni sulle coste italiane, nella zona di Ravenna. I 22 uomini dell’equipaggio e i nove passeggeri (tutti autisti turchi) hanno abbandonato il traghetto e si sono posti in salvo su una motonave greca che li ha soccorsi e li ha trasportati a Venezia dove quattro di loro sono stati ricoverati in ospedale per ustioni. La direzione generale di Arpa Emilia-Romagna ha assicurato il monitoraggio costante delle acque emiliano-romagnole con un proprio battello, mentre il Dipartimento della protezione civile e’ in stretto contatto con le autorita’ di Zagabria. (AGI)
Cli/Sma