MORTI BIANCHE: NAUFRAGIO TRAPANI “DIMENTICATO”, NASCE COMITATO

(AGI) – Palermo, 6 feb. – Un comitato civico per ricordare le vittime della tragedia del mare di Trapani, “morti bianche” dimenticate. Nella notte tra i 24 e il 25 aprile del 2007 a poche miglia dalla costa di Trapani faceva naufragio il peschereccio “Karol W.” Mentre era impegnato in una battuta di pesca nella zona cosiddetta “banco dei pesci”. A bordo l’intero equipaggio era composto dagli uomini di uno stesso nucleo familiare che erano nel tempo stesso armatori e pescatori. C’erano Francesco Grimaudo ed i suoi tre figli, Giacomo, Leonardo e Salvatore. Sono morti a seguito dell’affondamento, erano tutti sposati, avevano mogli, figli e nipoti, per due di loro, Giacomo e Salvatore, il mare continua a restare la loro tomba, i poveri resti di Francesco e Leonardo sono stati trovati giorni dopo la tragedia, lontano dal mare di Trapani, nelle acque tra Palermo e Termini Imerese, adesso riposano nel cimitero della citta’ di Trapani. Quel pomeriggio, cosi’ racconto’ via radio Giacomo Grimaudo alla moglie Giovanna, nel mare di Trapani c’era una favorevole calma per la pesca e i Grimaudo avevano deciso di fare un’altra calata di reti e di rinviare al 26 aprile il loro rientro in porto. Poi di loro nessuna altra notizia, non li hanno visti nemmeno altri pescherecci che erano nella stessa zona di mare, gli stessi che la sera del 27 aprile trovarono le reti del “Karol W.” Ancora impigliate in fondo al mare, attaccate al peschereccio andato a fondo. In queste settimane dove si parla tanto di morti sul lavoro, la storia dei Grimaudo sembra non appartenere a nessuno se non ai loro familiari, eppure anche chi va per mare va incontro a rischi, anche queste sono morti bianche. Per questa ragione, perche’ della tragedia del “Karol W” la collettivita’ torni a ricordarsene, e’ nato un comitato civico del quale fanno parte l’Associazione degli Armatori, rappresentata da Mario Maltese, la comunita’ della Cattedrale di San Lorenzo rappresentata da padre Antonino Adragna, l’Unione Maestranze e il presidente Leonardo Buscaino, la Lega Navale Italiana con il presidente Carlo Sugamiele, il sindacato dei giornalisti, l’Associazione Siciliana della Stampa attraverso il segretario provinciale Mariza D’Anna.
“Desideriamo – dicono gli aderenti al comitato civico – che tornino ad accendersi le luci su questo tragico caso, per dare spiragli di speranza ai familiari dei Grimaudo, alle donne ed ai loro figli e figlie perche’ possano un giorno sapere la verita’ su quanto accaduto, perche’ possano avere anche una tomba dove andare a piangere anche Giacomo e Salvatore che probabilmente sono rimasti prigionieri del peschereccio che affondava. Desideriamo cosi’ come vuole la famiglia ‘Non dimenticare’.
Chiediamo anche alla magistratura che ha aperto una indagine di stringere i tempi dell’eventuale recupero o degli altri accertamenti che si intendono portare avanti”. (AGI)
Mrg