GIORNO MEMORIA:STORIA DI UN MARINAIO VIAREGGINO NELL’ALIAH BET
(AGI) – Viareggio, 23 gen. – Nella primavera del 1947 il viareggino Mario Giacometti aveva diciannove anni e, come scrive nel primo capitolo del libro di memorie “Rotta per la Palestina”, tutta la sua ricchezza consisteva “nella gioventu’ e nel mestiere di marinaio” che, per generazioni, aveva dato da vivere alla sua famiglia. La madre lo avrebbe voluto sacerdote, ma e’ impossibile per il giovane Mario resistere al richiamo del mare e delle navi. Si imbarca sul Giovanni Maria, un barcobestia di 600 tonnellate nato per la pesca sui banchi di Terranova, affondato al largo della Sicilia durante la guerra e poi recuperato e convertito nave da trasporto. Alle Grazie, nel golfo della Spezia, dove Giovanni Maria viene messo a terra per lavori di manutenzione comincia la singolare storia di Mario e dell’equipaggio del barcobestia: un giorno vengono a sapere che la nave e’ stata venduta a un nuovo armatore, una societa’ che fa capo agli uomini dell’Hagana’, l’organizzazione clandestina di difesa ebraica che in Europa opera attraverso l’Aliah Bet (che porto’ migliaia di immigrati clandestini in Palestina), per trasportare – forzando il blocco inglese – gli ebrei sopravvissuti ai campi di sterminio. Mario e i suoi compagni vengono informati della missione alla quale e’ destinata la nave e devono scegliere: accettare, correndo il rischio di finire nelle prigioni inglesi, o sbarcare. Mario, insieme ad altri compagni, accetta. Si trovera’ cosi’ coinvolto in una della pagine piu’ drammatiche della storia del Novecento, piccola pedina in quel gigantesco esodo che portera’ in Palestina decine di migliaia di uomini, donne e bambini. L’incontro con i profughi che vengono imbarcati clandestinamente sulle coste francesi e’ forse la parte piu’ struggente di questo libro: difficile oggi capire tutto lo stupore e l’orrore di un giovane italiano messo faccia a faccia con i sopravvissuti a un orrore di cui, all’epoca, pochi conoscevano le dimensioni e l’entita’. Mario e’, e resta, un marinaio e si immerge in questa avventura con tutta l’energia dei suoi diciannove anni e quel senso di solidarieta’ e umana compassione tipica della gente di mare. “Il carico umano” di Giovanni Maria diventa la “sua” missione per la quale finira’ prigioniero degli inglesi in un campo di prigionia a Cipro, dove restera’ per mesi fino alla nascita, nel 1948, dello Stato d’Israele. Liberato, dopo una breve tappa nel nuovo Stato, tornera’ in Italia per riprendere la sua vita di marinaio. Mario Giacometti, vive attualmente a Viareggio. Oggi e’ in pensione ma di quella avventura con l’Aliah Bet ha vivido il ricordo che e’ stato raccolto dalla figlia Daniela, coautrice con il padre del libro che sara’ in libreria per il Giorno della Memoria. (AGI)
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