GDF: UNA STELE RICORDA IL BRIGADIERE LAGANA’, EROE DEL MARE

(AGI) – Montebello Jonico (Reggio Calabria), 1 dic. – L’RD 36 era un dragamine di 150 tonnellate di stazza, costruito nei cantieri navali di Castellammare nel 1919, dotato di macchina alimentata a vapore con una velocita’ nominale di appena 14 nodi. L’unita’ del tutto obsoleta, come tutti i dragamine di quel tempo, lavorava anche sotto gli attacchi aerei e senza alcuna protezione. Quando da Trapani giunse a Tripoli l’08 settembre 1942, l’unita’ aveva compiuto 23 anni di vita, con un bagaglio di missioni compiute egregiamente: scorte, dragaggio e vigilanza antisommergibile, tutte svolte ininterrottamente nelle acque della Sicilia e della Calabria. L’RD 36, il cui nome suscitava rispetto ed ammirazione, durante i 32 mesi di guerra, prima in Italia e poi in Africa, aveva gia’ svolto 317 missioni percorrendo 18.709 miglia con 2.566 ore di moto, compiendo persino un’azione di valore nel contrastare l’attacco di un aereo britannico nelle acque di Pozzallo, che costo’ la vita a tre militari del Corpo. All’arrivo a Tripoli del dragamine, la situazione peggioro’ inevitabilmente, infatti le forze Italo-Tedesche rimasero bloccate dall’8ª armata inglese sulla linea di El Alamein. In quel periodo, infatti, l’armata britannica, al comando del Generale Montgomery, inizio’ l’offensiva che porto’ il 23 gennaio 1943 all’occupazione di Tripoli. In questo periodo storico, i convogli italiani, nell’attraversare il canale di Sicilia per portare i rifornimenti in Africa, affrontavano imprese rischiosissime subendo, attraverso attacchi aerei ed azioni di unita’ sottomarine, gravi perdite, tanto che l’unica via percorribile era stata soprannominata la “Rotta della morte”. Con il precipitare degli avvenimenti il Comando della Marina in Libia ordino’ l’evacuazione da Tripoli e la repentina partenza da quel porto delle ultime unita’ navali rimaste efficienti. Sotto un intenso bombardamento la formazione di unita’ superstiti, divisa in 4 gruppi, abbandono’ Tripoli il giorno 19 gennaio 1943. Il Comando della flottiglia fu affidato al Tenente di Vascello Giuseppe Di Bartolo che prese imbarco sull’RD 36 diretto dal Maresciallo Aldo Oltremonti. La scelta dell’unita’, da parte dell’Ufficiale, fu determinata non dalla sua velocita’ o dal suo armamento, i cui limiti egli conosceva bene, quanto piuttosto dalla certezza di poter contare su un equipaggio del cui valore egli era certo. (AGI)
Red/Ros (Segue)